Polaroid, una breve introduzione

Pubblico anche qui su Analogica.it la versione in italiano dell’introduzione che ho scritto per The Polaroid Issue, la rivista di TWTGE. Ho dovuto anche aggiornarla perché nel frattempo ci sono state delle novità dal fronte Pellicola!

La fotografia istantanea è un mondo meraviglioso, affascinante ma anche molto ampio e articolato. Spesso, quando ci si avventura si finisce per fare una grande confusione! Meglio mettere un po’ di ordine all’enorme quantità di informazioni su macchine, pellicole e quant’altro.

La prima informazione che ci interessa sapere è che la Polaroid , purtroppo, ha dismesso la produzione di pellicole e macchine ormai da qualche anno. L’azienda statunitense ha deciso di chiudere con il mercato della fotografia istantanea, ma non per questo dobbiamo demoralizzarci! È per questo motivo che farò riferimento anche a mercatini o siti per la vendita privata, come risorse per l’acquisto delle vostre macchine preferite! Inoltre, senza scordare la qualità dei prodotti della Fuji la fotografia istantanea è tornata a vivere anche grazie all’impegno dell’Impossible Project e alla produzione di nuove pellicole!

Cominciamo: con quale macchina intraprendere questa meravigliosa avventura?

Se si vuole rimanere sulla fascia economica, ma avere al contempo ottimi risultati, le macchine che mi sento di consigliare sono le Polaroid Land Camera foldingpack. Sono macchine affascinanti e dal look vintage. Ad eccezione di quelle con telemetro Zeiss e lenti in vetro, le altre foldingpack si trovano a poco prezzo su mercatini e siti di vendita tra privati.

Il lato positivo delle foldingpack è che queste macchine sono compatibili non solo con le vecchie pellicole polaroid type 100 (669, 664, 665, 667, ID-UV, 125i, chocolate, blu, sepia), ma anche con le bellissime Fuji FP100c, FP100b, FP3000, attualmente in regolare produzione e sicuramente meno dispendiose delle care Polaroid che, a causa della loro rarità, vengono vendute a caro prezzo anche se scadute da molti anni.

Se siete dei fotografi creativi, vi farà piacere saper che con le pellicole type 100 è possibile eseguire l’emulsion lift, l’image transfer e anche ricavare i negativi.

Fuji FP100c

Se si è appassionati degli anni ’80 non si può non avere una Polaroid type 600. Queste macchine sono molto semplici da usare grazie al fuoco fisso e al flash automatico; sono anche piuttosto economiche se cercate nei vari mercatini. Inoltre, sono state un prodotto molto fortunato dell’azienda inglese, perché se ne trovano tantissime divertenti versioni!

Le Polaroid 600 sono compatibili con le classiche pellicole “a sviluppo integrale”, come le Polaroid 600 a colori –  ormai rarissime – o le nuovissime PX600 UV+ Silver Shade e le PX680 Color Shade FF dell’Impossible Project.

Px680 FF

Anche le Polaroid Spectra costano poco e garantiscono davvero ottimi risultati. Sono macchine accessoriate, ma facili e automatiche.

Sono compatibili con le pellicole Polaroid Image  a colori oppure con le recenti PZ600 UV+ monocromatiche dell’Impossible Project e le PZ680 Color Shade. La particolarità di queste pellicole è il formato rettangolare e più grande rispetto al quadrato classico delle type 600.

Polaroid Image Spectra Film

Se si vuole spendere di più, si può puntare alla mitica Polaroid SX-70. Si tratta di una reflex istantanea, uno dei fiori all’occhiello dell’azienda americana. La SX-70 regala immagini sognanti e soft con tutti i vantaggi che una reflex garantisce, come quello di poter avere un’anteprima della fotografia semplicemente guardando attraverso il mirino che, con un sistema interno di specchi, riflette ciò che l’obiettivo inquadra.

Le pellicole compatibili con questo tipo di macchina sono le vecchie TZ Artistic e le Fade to Black della Polaroid che ormai diventano sempre più rare da trovare;  ma anche le PX100 Silver Shade e le PX70 Color Shade Push! dell’ Impossible Project. Non solo, ma semplicemente applicando un filtro ND, anche la SX-70 può saggiare i colori vivaci delle pellicole type 600, che ho citato sopra.

Proprio ieri sono uscite le nuovissime PX70 Color Shade, pellicole a colori e utilizzabili sia sulla Sx-70 che sulla 600, senza il bisogno di nessun filtro.

La particolarità delle pellicole a sviluppo integrale –  in special modo tutte quelle dell’Impossible Project –  è la possibilità di manipolare la foto: una tecnica che apre la porta alla sperimentazione e alla creatività.

Polaroid TZ Artistic

Il meglio del meglio è, a mio parere, la Polaroid 600 SE, una fotocamera con dorso per pellicole type 100. Si tratta di una vera e propria macchina professionale, con ottiche mamiya e telemetro. Ovviamente il costo è alto, ma giustificato dall’alta qualità del prodotto.

La Polaroid, poco tempo fa, ha messo in vendita una nuova macchina istantanea: la Polaroid 300. In realtà, si tratta di una fotocopia della più fortunata e più economica Fuji Instax Mini. La particolarità è il formato delle fotografie, della grandezza di una carta di credito.

Le pellicole, anche in questo caso a sviluppo integrale, sono: le Fuji instax mini e le Polaroid 300.

La Fuji ha prodotto un’altra macchina istantanea che, a mio parere, vale la pena di nominare: la Fuji Instax. Anche se il design è meno affascinante di una vintagissima Polaroid, la qualità delle foto è decisamente alta con colori brillanti e un’ottima definizione.

Le pellicole adatte, sempre a sviluppo integrale, hanno un interessante formato “wide”, adatto anche per delle panoramiche istantanee.

Ci sono poi i dorsi per pellicole istantanee da applicare alle toycamera più famose, come la Holga, la Diana+ e la LOMO LC-A. Il dorso della Holga è compatibile con le pellicole peel-apart (type 100) mentre quelli dedicati alla Diana+ e alla LOMO LC-A sono compatibili con le pellicole Fuji instax mini. Il risultato sono foto istantanee che hanno il tipico mood lo-fi di queste toycam, come l’abberrazione cromatica e la vignettatura.

In ultimo, se volete approfondire, consiglio di visitare questi siti:

E se volete leggere recensioni più dettagliate di alcune delle macchine e pellicole sopra citate, vi rimando alla lettura di questi post:

5 pensieri su “Polaroid, una breve introduzione

  1. chromemax

    Complimenti, proprio un bell’articolo che finalmente mette un po’ “in fila” le macchine e le pellicole istantanee che sono un mondo piuttosto caotico.

    BTW, la Polaroid è statunitense non inglese 🙂

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  2. Sara

    Ciao,
    Avrei bisogno di un consiglio, anzi di una valutazione, non so se sia possibile.
    Ho trovato una polaroid Image System in vendita ma dovrei proporre io una cifra. Quanto potrebbe costare ( pare in condizioni molto buone)
    Grazie se potrai aiutarmi

    Rispondi

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