Viaggio ZEISS – La geografia delle fotocamere di Pierpaolo Ghisetti (parte seconda)

Pubblichiamo oggi la seconda parte dell’ interessante articolo di Pierpaolo Ghisetti sulla geografia delle fotocamere Zeiss, collaboratore nonché stimato ed apprezzato moderatore del Forum analogica.it.

L’articolo originale (visibile a questo link) è stato tratto, su esplicito consenso dell’autore, dalla sezione “scriptorium” del sito http://www.marcocavina.com

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Questa seconda parte è specificatamente dedicata alle fotocamere che riportano targhette relative a negozi tedeschi.

  • BABY BOX

Si tratta di una piccola fotocamera box che utilizzava pellicola 127 per fotogrammi 3x4cm: quella ritratta è la terza versione, nr 54/18E, prodotta tra il 1931 e il 1938. Rispetto ai più semplici modelli precedenti possiede anche una levetta superiore per i tempi 1/25 di sec + pose B e T, ed una levetta inferiore per i diaframmi f/8 – 11 dell’ottica Novar f/6,3. Questa possiede anche una piccola levetta per la messa a fuoco a stima. Mirino ottico ripiegabile e peso di 250g. Si tratta pertanto di una macchina fotografica economica, ma anche sofisticata rispetto alle più semplici consorelle. Sul fianco porta una medaglietta di 2 centimetri di diametro, con stilizzata una P che serve come base di un omino con lente d’ingrandimento, con questa incisione:

DIPLOM OPTIKER
ALFRED PLATZEK
FRANKFURT a/O

Le due lettere che seguono la parola Frankfurt significano am Oder, ed identificano la Città di Francoforte sul fiume Oder nel Brandeburgo, per distinguerla da quella più nota sul fiume Meno, capitale della finanza tedesca.

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  • IKOBLITZ

Tra i vari modelli di flash proposti dalla ZI la versione folding degli anni Sessanta si distingue per design e compattezza, offrendo un oggetto elegante e funzionale. La parabola viene elegantemente raccolta intorno alla lampadina, mentre il corpo principale, opportunamente arrotondato, è straordinariamente ridotto, con i comandi e le batterie che trovano spazio in pochi centimetri. Un piccolo capolavoro di design e funzionalità.

Nelle istruzioni compare la scritta:

PHOTO GUNTER Oswald Wolff
Bahnhof Strasse – 11
Georg Strasse 55 am Steintor
HANNOVER

Si tratta di un negozio con due punti vendita, tra cui il secondo nell’elegante via Georg, vicino alla grande piazza SteinTor, con fermata della metropolitana.

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  • NETTAX

La fotocamera Nettax, soprannominata la Contax dei poveri, era una derivata della sorella maggiore, col medesimo otturatore a saracinesca, ma un parco ottiche ridotto, tra cui il normale Tessar f//2,8 e il Triotar 10,5cm f/5,6, costruito in appena 200 esemplari, ottiche che incorporavano il cuneo ottico per il telemetro, semplificando pertanto quello della fotocamera.
Nelle intenzioni della ZI avrebbe dovuto occupare un posto intermedio, tra le macchine più semplici e la prestigiosa Contax, ma in realtà la Nettax , pur magnificamente costruita, secondo i dettami della ZI, rimase sempre in un limbo di incompiuta, con vendite ridotte, rimanendo in produzione solo per pochi anni dopo il 1938.

All’interno della macchina, nella curvatura predisposta per alloggiare il rullino si trova una decalcomania con la scritta:

Foto Feldmann
Hamburg
Adol Hitler Platz

Un indirizzo che segna un’epoca, scomparsa dopo il grande bombardamento alleato (Operazione Gomorra) del luglio 1943 cui fu tragicamente sottoposta la grande città sull’Elba, e che causò 50.000 vittime.

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  • SUPER NETTEL II

Fotocamera  apparsa nel 1934 e rimasta in produzione sino all’inizio della guerra: possedeva lo stesso otturatore metallico della Contax in un compatto corpo di concezione folding ripiegabile. La prima versione, con corpo interamente nero, possedeva le ottiche Tessar f/3,5 e f/2,8, oltre al Triotar f/3,5, mentre la seconda versione, concettualmente identica alla precedente, con corpo cromato, era fornita esclusivamente con ottica Tessar f/2,8. Era dotata di telemetro accoppiato, che si manovrava con una rotella posta sul frontale. Costituiva un ibrido in 35mm tra una Contax e una Super Ikonta.

La fotocamera illustrata possiede all’interno la pubblicità della pellicola in b/n Pernox della ZI, mentre sul dorso posteriore (sfilabile) è presente una targhetta con incisa una piccola macchina fotografica e sotto la scritta:

V.BITTNER

BRESLAU
Breslau sul fiume Oder, nella regione della Slesia, città tedesca dal 1741, subì un devastante assedio delle truppe sovietiche alla fine della guerra e poi fu assegnata, dopo il 1945, alla Polonia col nome di Wroclaw. A Breslau nacquero nel 1892 Manfred von Richtofen, il famoso Barone Rosso, Carl von Clausewitz, noto per i suoi trattati militari e Alois Alzheimer, che diede nome alla nota malattia senile.

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  •   CONTESSA NETTEL SONNET

Questa piccola e compatta fotocamera folding per il formato a lastre 4,5x6cm era prodotta negli anni Venti dalla Società Contessa Nettel poi assorbita dalla Zeiss Ikon nel 1926. Possedeva uno Zeiss Tessar f/4,5 (l’ottica più luminosa tra tutte quelle disponibili per questo modello) e un corpo in legno di teak chiaro, soffietto in pelle dipinta e rifiniture molto accurate. Era dotata di un doppio mirino, a traguardo e a riflessione. Il tempo massimo di otturazione era di 1/100 di sec. Una volta chiusa la macchina misurava 7,5×9,5cm e un peso di appena 300g: una vera miniatura tascabile!

Sulla parte superiore è applicata una targhetta in ottone con la scritta:

CHR.  TAUBER
Versandhaus fur Photographie
WIESBADEN

 

Come curiosità ricordiamo che nella città tedesca di Wiesbaden nell’Assia è nato il famoso tennista americano John McEnroe, mentre il padre prestava servizio militare nella locale base americana

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  • ICA ICARETTE

Semplice, economica e leggera (350g) macchina folding per il formato 6x6cm con pellicola in rullo, risale al 1925. L’esemplare illustrato porta ancora il marchio ICA, società di Dresda creata dalla Fondazione Zeiss come prima concentrazione di marchi fotografici, poi confluita nel 1926 nel colosso Zeiss Ikon. L’otturatore possiede solo tre tempi più le pose B e T, mentre l’ottica è un semplice Novar f/6,8. Il mirino è una semplice cornice ottica ripiegabile. Estremamente portabile e tascabile è stata largamente utilizzata anche dall’esercito tedesco.

L’esemplare porta sul ponte levatoio una targhetta di ottone con la scritta:

MAX MAYER
Spezialhaus fur Photographie
FREIBURG i.B

Ovvero Friburgo im Breisgau, per distinguere questa città tedesca da località con lo stesso nome in Polonia (al tempo) e in Svizzera.

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  •  SUPER IKONTA

Le fotocamere folding Ikonta e Super Ikonta (identificabili quest’ultime per la presenza di un telemetro accoppiato all’ottica) rappresentano una delle famiglie più longeve e di maggior successo della Zeiss Ikon, Qui vediamo il modello 533/16 del primo dopoguerra, immediatamente identificabile grazie alle ottiche marcate inizialmente Zeiss Opton (tra il 1948 e il ’52) e poi Carl Zeiss. Prodotta tra il 1948 e il 1955 si riconosce dal modello anteguerra anche per la presenza di un esposimetro al selenio più compatto rispetto al modello precedente, mutuato da quello della contemporanea Contax IIIa, Tutte le Super Ikonta della famiglia BX, con esposimetro o senza, sono dotate di ottica Tessar f/2,8, la più luminosa di tutte le ottiche che hanno equipaggiato questa numerosa famiglia. Naturalmente i Tessar del periodo dopoguerra sono dotati di trattamento antiriflesso, marcato con la famosa T rossa. L’otturatore Syncro Compur permette tempi di otturazione sino ad 1/400 di sec. Questa fotocamera, magnificamente costruita a Stoccarda secondo i più elevati standard di qualità dell’epoca, porta sul dorso posteriore un bollino circolare, del diametro di 12mm, con inciso:

A. LEISTENSCHNEIDER
DUSSELDORF

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  • BOX

Le fotocamere box sono tra le più semplici e longeve macchine fotografiche, particolarmente concepite per i dilettanti, per la loro semplicità tecnica ed economicità. Concepite in svariati formati per pellicole in rullo, erano dotati di ottica a menisco con diaframma a ghigliottina. Sono durate dai primi anni Venti sino agli anni Cinquanta. La prima fotocamera illustrata risale al 1928, denominata Box Tengor 51/2. Sollevando la levetta centrale si comandano i diaframmi, segnati come f/18 – 25. Il peso si attesta a 495g. Questo primo modello, per il formato 6x9cm, si caratterizza dalle altre macchine della famiglia per il frontale liscio. Talvolta erroneamente è marcata sul retro con nr 54/2.

Sul frontale in bella vista appare una placca in metallo in simil-ottone con l’incisione in rilievo:

OPTIK – PHOTO
WERTHEIMER
MUNCHEN

Negozio situato nella capitale della Baviera, che viene caratterizzato dall’elegante scritta in corsivo che nobilita in questo modo l’economica fotocamera.

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Il secondo esemplare di fotocamera Box è uno dei primi modelli per il formato 6x9cm, inizialmente denominato come 756 poi rinumerato 902.

Questa Box Tengor deriva direttamente dall’originale Box Goerz del 1923, possiede le solite caratteristiche della famiglia, avanzamento a chiavetta semplice situato in basso, gli occhi verticali, senza la scritta ZI ed è appena apparsa sui cataloghi della ditta, per essere poi sostituita nel 1926 (ovvero subito dopo alla creazione ufficiale della Zeiss Ikon) con il vero modello nr 756, che invece riporta sotto l’obiettivo il logo ZI.

Questa fotocamera, completa della borsa-bauletto originale, possiede, sempre sul frontale, un bollino nero con il nome:

WALTER TALBOT
BERLIN

Walter Talbot era tra gli anni Venti e Trenta uno dei principali negozi di ottica della capitale tedesca, con un completo assortimento di fotocamere tra le marche più prestigiose, come Rollei e Agfa, e naturalmente Zeiss.

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(testi e foto di Pierpaolo Ghisetti)

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