Sensitometria in 10 capitoli — Capitolo 4 —

Sensitometria in 10 capitoli


CAPITOLO 4

 

 

Nelle Illustrazioni della Capitolo 3 sono visibili dei piccoli cerchi, per indicare le parti scure e le parti chiare della scena ripresa, che somigliano molto a quello che si vede nel mirino di un esposimetro spot. Infatti il sistema migliore per misurare il contrasto della scena che ci si accinge a fotografare è quello di usare un esposimetro spot, in modo da avere letture specifiche per le ombre e per le luci e da esse calcolare l’effettivo SBR o contrasto della scena.

Esposimetri a luce riflessa
La lettura in luce riflessa, presente nella maggior parte degli esposimetri esterni e in tutti gli esposimetri incorporati nel corpo macchina delle macchine fotografiche, leggono una media, più o meno ponderata, della luce che viene riflessa verso l’obbiettivo da ripresa. Una lettura in luce riflessa non da indicazioni sul contrasto della scena, e riportano la media di quanto letto ad un valore più o meno corrispondente ad un’esposizione che cada in mezzo alla curva caratteristica: se la scena ha un contrasto basso sarà compresa nei limiti di una buona stampabilità, se il contrasto è alto le parti scure e quelle chiare verranno riprodotte in stampa come nero e bianco senza dettaglio.
Come è risaputo inoltre gli esposimetri a luce riflessa sono pesantemente condizionati dalle fonti di illuminazioni eventualmente presenti nel loro campo di lettura, il che inserisce una ulteriore variabile che rende questo tipo di lettura inaffidabile, soprattutto nel caso di soggetti contrastati.

 

In questa illustrazione è rappresentata una simulazione di una ripresa in controluce; A rappresenta quello che dovrebbe vedere un esposimetro in luce riflessa, tipicamente l’esposimetro incorporato in una reflex 35mm. Si vede che è un livello di grigio abbastanza chiaro, corrispondente più o meno al livello di esposizione, che in figura è rappresentato dalla linea verde, all’interno dell’SBR del soggetto (SBR A), che corrisponde al punto A’ sulla curva. Per costruzione (e per standard) gli esposimetri sono tarati per riportare il valore di ciò che “vedono” ad un valore medio, quindi in realtà l’esposimetro “vede” A ma legge B, un valore che corrisponde ad una esposizione che cade al centro della curva. Di conseguenza tutto l’SBR si sposta verso i toni più scuri, con una buona parte delle tonalità del soggetto che ricevono un’esposizione insufficiente e cadono sul piede della curva e, nonostante l’SBR sia perfettamente compatibile con l’ES della carta, il negativo che si ottiene è pesantemente sottoesposto e la stampa risultante sarà troppo scura.

In questo immagine è riportata un’altra simulazione, simile ma con situazione opposta. L’esposimetro è stato puntato verso il basso, cercando di eliminare l’influenza del controluce; come nel caso precedente l’esposimetro vede A ma legge B, ma in questo caso il valore piuttosto scuro di A trova la sua giusta collocazione come esposizione corrispondente al punto A’, invece l’esposimetro lo riporta nel punto B’ trascinando verso destra l’SBR del soggetto col risultato che le parti più chiare cadono sul limite superiore della curva caratteristica e vengono riprodotte con un bianco senza dettaglio, perdendo gamma tonale.

Questi due esempi dimostrano come l’esposimetro a luce riflessa, quando usato in maniera convenzionale, non è in grado di dare informazioni sulla gamma di contrasto della scena ma fa una media delle illuminazioni presenti sulla scena e le riporta ad una situazione standard, nella speranza che la scena che stiamo riprendendo sia una scena “media”; se il contrasto della scena è troppo alto o se la situazione di luce è critica, come ad esempio il controluce, la lettura fornita da questi esposimetri porta a perdere dettagli agli estremi della scala tonale, a meno di un intervento da parte del fotografo che, in base alla sua esperienza, corregge quanto suggerito dall’esposimetro.

Esposimetri a luce incidente

Gli esposimetri a luce incidente funzionano in maniera analoga agli esposimetri a luce riflessa, anche se sono leggermente più “intelligenti”. Questi esposimetri leggono la quantità di luce che cade sul soggetto e non si lasciano influenzare dal livello di riflettanza di quest’ultimo. La cellula di lettura dell’esposimetro è inserita all’interno di una calotta opalina semisferica che intercetta tutta l’illuminazione che la colpisce per un angolo solido di circa 180° (una semisfera). Orientando la calotta verso il punto di ripresa, quindi posizionandosi vicino al soggetto e orientando l’esposimetro verso la macchina fotografica, la lettura viene effettuata sulla luce che colpisce il soggetto. Anche in questo caso non avremo nessuna indicazione del contrasto della scena e l’esposimetro fornirà una lettura “media” ma, al contrario degli esposimetri a luce riflessa, la lettura non è influenzata dal grado di riflessione del soggetto.

 

Nella simulazione riportata in illustrazione si può vedere che l’esposimetro in luce incidente centra sempre l’SBR del soggetto sulla curva ma se il contrasto del soggetto, cioé l’SBR, è più ampio rispetto al limite che ci impone l’ES della carta gli estremi scuri e chiari del soggetto verranno persi. In nessun modo l’esposimetro è in grado di avvisarci se l’SBR del soggetto è troppo alto o di darci un’indicazione di quanto stiamo uscendo rispetto all’ES, impedendo al fotografo di poter prendere decisioni ponderate su come e quanto variare lo sviluppo per riuscire a stampare tutta la gamma tonale del soggetto sulla carta di stampa.

Esposimetri spot

L’esposimetro spot è un esposimetro a luce riflessa dotato di un sistema ottico che restringe il campo di lettura della cellula sensibile a pochi gradi (in genere 1°). Questi esposimetri leggono l’esposizione di una porzione molto piccola della scena da fotografare e, scandagliando le zone più chiare e più scure del soggetto, permettono di poter calcolare il contrasto della scena, cioè l’SBR. Una volta a conoscenza dell’SBR, il fotografo è in grado di capire se il contrasto del soggetto rientra nella scala di esposizione della carta da stampa (ES) e/o di prendere decisioni su quanto variare il tempo di sviluppo (cioè la pendenza della curva caratteristica) e far rientrare il contrasto del soggetto e del negativo nei limiti tonali della stampa.

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