Sensitometria in 10 capitoli — Capitolo 6 —

Sensitometria in 10 capitoli


CAPITOLO 6

 

 

Oramai abbiamo preso un po’ di confidenza con la sensitometria e la sua terminologia, quindi da questo momento in poi andremo un po’ più spediti nella trattazione, dando per scontati alcuni concetti trattati nelle parti precedenti, alle quali si può fare riferimento nel caso qualche passaggio non fosse chiaro. Rimane sempre a disposizione anche l’area del blog, oltre naturalmente il forum di analogica, per eventualmente discutere, chiarire e, perché no, confutare, quanto è stato scritto.

Compressione tonale

La nostra bella fotografia stampata è il risultato di un efficiente sistema di compressione: in un foglio di carta che ha un rapporto di riflessione tra il massimo bianco e il massimo nero circa 1:90 vengono riprodotti soggetti che, nella realtà, hanno range più grandi di qualche ordine di grandezza. Nonostante la gamma tonale venga compressa decine di volte rispetto alla realtà, una stampa fotografica riesce a trasmettere all’osservatore una perfetta verosomiglianza.

La gamma tonale del soggetto, cioè le diverse illuminazioni che andranno ad esporre la pellicola, sono lineari: scandagliando una scena con esposimetro spot e riportando su un grafico le letture lette dall’esposimetro si ricaverà una linea retta

Al contrario la curva caratteristica della pellicola non è lineare, non è una retta, ma ha una forma a “S” rovesciata e anche la curva caratteristica della carta da stampa ha un andamento simile. Questo significa che nella riproduzione fotografica è sempre presente una distorsione tonale.

Prendendo in esame, ad esempio, la curva caratteristica della pellicola, si può vedere come in corrispondenza del piede e della spalla i toni del soggetto vengono compressi e il contrasto locale in queste zone è più basso rispetto al tratto rettilineo, dove si ha una corrispondenza più o meno proporzionale tra i toni del soggetto e le densità del negativo:

Nell’illustrazione si vede come le pendenze delle curve nel piede e nella spalla sono più basse della pendenza del tratto rettilineo quindi il contrasto locale nelle ombre (piede) e nelle luci (spalla) è più basso che nei toni medi (tratto rettilineo). Questo comportamento è evidenziato meglio calcolando il gamma su porzioni di curva, misurando in pratica il gamma locale man mano che l’esposizione aumenta:

In questo grafico si vede come il contrasto sia prossimo allo zero dove la curva comincia a salire rispetto alla linea base+velo ed aumenta man mano che aumenta l’esposizione. Il contrasto rimane più o meno costante lungo il tratto rettilineo per poi ridiscendere quando comincia la spalla.

In pratica questo significa che nei grigi più scuri e nei grigi più chiari il contrasto è più basso e che queste tonalità avranno una separazione minore.

Anche la curva caratteristica della carta ha un andamento simile a quella della pellicola e questo comporta che nella riproduzione fotografica i toni scuri e toni chiari subiscono una doppia compressione: la prima nella formazione dell’immagine sulla pellicola, la seconda quando si stampa il negativo:

 

Nell’illustrazione sono state usate curve caratteristiche reali pubblicate da un famoso fabbricante e si può vedere come a soffrire siano proprio i toni più scuri che subiscono una marcata diminuzione di contrasto; i mezzi toni sono enfatizzati mentre i toni più chiari subiscono anch’essi una compressione tonale ma meno pronunciata rispetto alle ombre.

Carte VC

Il meccanismo con cui varia il contrasto di queste carte è stato affrontato in un altro articolo del blog:

http://blog.analogica.it/analogica-it/2011/07/come-funzionano-le-carte-a-contrasto-variabile/

e a questo si rimanda per approfondire l’argomento.

Ma proprio il meccanismo usato per variare il contrasto determina una vistosa distorsione tonale sulle gradazioni più morbide, che dovrebbe essere presa in considerazione per la scelta dei materiali più adatti al tipo di fotografia che si vuole fare.

Diminuendo la gradazione di contrasto i punti di giunzione tra le emulsioni cominciano ad essere visibili e generano degli appiattimenti della curva caratteristica ai quali corrispondono delle cadute di contrasto in alcune tonalità:

Parafrasando quanto è stato scritto su un sito internet: “Non cercate di emulare Hurrel utilizzando queste carte”.

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