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Darkroom Locator 2.0, analog experience on Google Maps

Ricordate quando un anno fa lanciai il tool darkroom locator?

Bene, dopo un anno le segnalazioni sono diventate quasi cento, ho raccolto numerose richieste da parte degli utenti del forum www.analogica.it ed ho così deciso di rilasciare la versione 2.0 di darkroom locator.

Cosa c’è di nuovo in darkroom locator 2.0?

Praticamente tutto …

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DIY Recesky TLR: una toycam fai-da-te (Murphy permettendo)

Riporto il post sulla Recesky, pubblicato qualche giorno fa sul mio blog!

Finalmente la mia odissea con la Recesky è finita! Per chi non lo sapesse, la Recesky TLR è una biottica cinese (TLR vuole dire Twins lens reflex) completamente in plastica, che arriva a casa con il kit fai-da-te. Insomma, è una roba nerd: nella scatola, ci sono tutti i pezzi, le vitarelle e le lenti da montare seguendo le istruzioni.

Perchè parlo di “odissea”? Ora vi racconto come è andata … Continua a leggere

Cinque domande a … Valgian

Pubblichiamo oggi la seconda intervista “self-made” inviataci da uno degli iscritti del nostro amato forum, Valgian.

Buona lettura.

 

1 – Ciao Valgian, iniziamo con il conoscerci meglio, raccontaci qualcosa di te.
Ho 60 anni e fotografo da quando ne avevo 17 dedico alla fotografia tutto il mio sempre poco tempo libero.Sono autodidatta e all’inizio mi sono formato leggendo varie riviste e testi di composizione.

2 – Dalla reflex all’ingranditore, descrivici la tua attrezzatura ed eventualmente parlaci di quella che vorresti avere.
nel formato 35mm: nikon F2 ed F100. Nel medio formato: Holga e Hasselblad 500 classic. Nel GF: Linhof Tecnikardan 4×5, una folding Wista 20×25 e dua pinhole autocostruite una 4×5 ed una 20×25

3 – Hai una camera Oscura? Se si, perché non ce la descrivi? Altrimenti raccontaci come ti piacerebbe farla.
Minuscola ma completa circa 5 mq con acqua corrente calda e fredda, con aspiratore per il ricambio dell’aria. Ho un ingranditore De Vere con testa Heiland per la stampa Split che mi permette di stampare tutti i formati fino al 4×5. Il prossimo passo sarà la stampa a contatto da negativo 20×25 al Platino Palladio

4 – Passiamo alla tecnica, in particolare alla stampa. Come ti muovi in camera oscura? Quale tecniche utilizzi? Insomma parlaci del tuo “modus operandi”.
Scatto solo in B&N e stampo con la tecnica Split

5 – Finiamo con la fotografia ai sali d’argento. Cosa rappresenta per te?
Non riesco ad immaginare la mia vita passata ne quella futura senza la mia camera oscura, non passa giorno che non dedichi anche solo pochi minuti a questa meravigliosa passione.

Portfolio
Mi spiace ma non posseggo scanner

Cinque domande a … pierlu65

Attiviamo oggi una nuova sezione del blog chiamata “Cinque domande a…“; sul forum in questa discussione ne potete trovare la genesi.

Cosa è “Cinque domande a…“?

Uno semplice “strumento” per conoscerci meglio e parlare di noi, delle nostre esperienze, competenze e passioni, sotto forma di “intervista” composta da 5 semplici domande, uguali per tutti, più eventuali 5 immagini (portfolio) da allegare all’intervista.

In pratica ogni utente (dal super professionista al neo iscritto che ancora non ha mai sviluppato un rullino) può partecipare all’intervista copiando le 5 domande e rispondendo alle stesse, le risposte dovranno essere inviate via mail all’indirizzo:

info@analogica.it

L’ oggetto della mail dovrà essere:

Cinque domande a… (tuo nickname sul forum)

Es: “Cinque domande a… pippopappo”

Le cinque immagini (portfolio) allegate dovranno essere ovviamente la scansione dei 5 negativi che più rappresentano l’intervistato, in formato max 800×600 (non esageriamo con il peso altrimenti si blocca la posta).
Altra soluzione potrebbe essere il link a 5 immagini già pubblicate, magari sul proprio portfolio flickr… in questo caso, ovviamente, non ci sarebbero limitazioni sul peso.

Sarà cura dello staff prendere la mail, le immagini, formattare il tutto correttamente e pubblicarlo come intervista in una sezione dedicata del blog.

Le domande uguali per tutti sono le seguenti:

1 – Ciao (nickname), iniziamo con il conoscerci meglio, raccontaci qualcosa di te.
… risposta …
2 – Dalla reflex all’ingranditore, descrivici la tua attrezzatura ed eventualmente parlaci di quella che vorresti avere.
… risposta …
3 – Hai una camera Oscura? Se si, perché non ce la descrivi? Altrimenti raccontaci come ti piacerebbe farla.
… risposta …
4 – Passiamo alla tecnica, in particolare alla stampa. Come ti muovi in camera oscura? Quale tecniche utilizzi? Insomma parlaci del tuo “modus operandi”.
… risposta …
5 – Finiamo con la fotografia ai sali d’argento. Cosa rappresenta per te?
… risposta …

Portfolio
… 5 immagini significative …

 

La prima intervista che pubblicheremo è quella di pierlu65, per cui buona lettura.

 

1 – Ciao pierlu65, iniziamo con il conoscerci meglio, raccontaci qualcosa di te.
Ciao, ho 46 anni e mi diletto di fotografia da più di 20. In pratica subito dopo scuola, erano gli anni 80 ed era pieno di riviste con foto di moda e interviste ai fotografi.
Ovviamente come ogni maschietto che si rispetti l’interesse era guidato (modelle a parte) anche, se non soprattutto, dai giocattoli… in pratica a quell’età si cerca di diventare esperti di tutto (hifi, moto, automobili, …. macchine fotografiche !!) … e via sognando ..
La cosa è continuata ed è arrivata fino ad oggi. Cominciando a lavorare, poi, ho potuto realizzare qualcuno dei sogni di ragazzo (ultimo una meravigliosa F5), nel frattempo anche la passione ha cambiato “gusti” ed è andata oltre le cose “tecniche” lasciando il posto alla voglia di migliorare e cercare.

2 – Dalla reflex all’ingranditore, descrivici la tua attrezzatura ed eventualmente parlaci di quella che vorresti avere.
Ho varie reflex, tutte nikon (FE2, F100, F5, D300) ed una vecchia Yaschica Linx 14 a telemetro. Qualche obiettivo per le reflex (decorosi, non di più), un paio di flash.
Di recente un amico con cui condivido la passione mi ha regalato un ingranditore Lupo con testa a colori ed ho cominciato a cimentarmi con la stampa, solo BN.

3 – Hai una camera Oscura? Se si, perché non ce la descrivi? Altrimenti raccontaci come ti piacerebbe farla.
Mah, camera oscura … ho piazzato l’ingranditore su un carrello di IKEA e la sera allestisco il tutto in cucina (a proposito ditemi se la cucina va bene o rischio di contaminare gli alimenti con le esalazioni dei chimici).

4 – Passiamo alla tecnica, in particolare alla stampa. Come ti muovi in camera oscura? Quale tecniche utilizzi? Insomma parlaci del tuo “modus operandi”.
Sono all’inizio, ancora mi manca qualche pezzo … (Es: il timer), mi muovo sempre meno goffamente ed i risultati non sono poi da buttare … non sono uno “stampatore”, non ancora.
Il modus oparandi è quello di chi cerca di standardizzare una procedura di stampa, che significa anche capire meglio come fotografare, cosa significa il contrasto, ecc. … poi penseremo ad “interpretare”.

5 – Finiamo con la fotografia ai sali d’argento. Cosa rappresenta per te?
Dato che non faccio il professionista rappresenta un modo per fare una cosa che piace (la fotografia) ma senza la scorciatoia del digitale, alla fine credo che il bello stia nel fare. Se poi il risultato è pure interessante allora la soddisfazione è doppia.

Portfolio
Purtroppo non ho lo scanner.

Viaggio ZEISS – La geografia delle fotocamere di Pierpaolo Ghisetti (parte seconda)

Pubblichiamo oggi la seconda parte dell’ interessante articolo di Pierpaolo Ghisetti sulla geografia delle fotocamere Zeiss, collaboratore nonché stimato ed apprezzato moderatore del Forum analogica.it.

L’articolo originale (visibile a questo link) è stato tratto, su esplicito consenso dell’autore, dalla sezione “scriptorium” del sito http://www.marcocavina.com

OO

Questa seconda parte è specificatamente dedicata alle fotocamere che riportano targhette relative a negozi tedeschi.

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Viaggio ZEISS – La geografia delle fotocamere di Pierpaolo Ghisetti (parte prima)

Pubblichiamo oggi un interessante articolo di Pierpaolo Ghisetti, collaboratore nonché stimato ed apprezzato moderatore del Forum analogica.it

L’articolo originale (visibile a questo link) è stato tratto, su esplicito consenso dell’autore, dalla sezione “scriptorium” del sito http://www.marcocavina.com

Ma vediamo chi è Pierpaolo Ghisetti.

Per quanti non lo conoscessero vi rimando alla discussione “conosciamo lo staff di analogica.it”  dove Pierpaolo si presenta alla community in questo modo:

Mi chiamo Pierpaolo Ghisetti e da 20 anni sono giornalista e scrittore di cose di fotografia. Ho iniziato la mia vita fotografica professionale con il WWF, producendo per 10 anni diaporami per le scuole e foto per la rivista dell’Associazione. Sono poi entrato, casualmente, nel mondo dell’editoria, con una collaborazione con l’Editrice Reflex di Roma, rapporto che dura tutt’ora. Oltre a 200 articoli apparsi su Fotografia Reflex, per questa Casa Editrice ho anche pubblicato 4 libri su marchi fotografici, Zeiss, Nikon e due su Leica.
Ho anche pubblicato su diverse altre riviste, come Leica Magazine e Classic Camera, specializzandomi sempre più sull’antiquariato fotografico. Ho anche pubblicato, in lingua inglese, sulle riviste americane Zeiss Historica e Viewfinder, la rivista ufficiale della LHSA, la più grande associazione Leica del Mondo.
Miei articoli appaiono anche sul web:
http://www.reflex.it – riedizioni di articoli già apparsi sulla rivista cartacea
http://www.nadir.it – articoli di fotografia e viaggi
http://www.leica-historica-italia.it – articoli sul mondo Leica
http://www.marcocavina.com sezione Lo Scriptorium di PP.Ghisetti – con articoli molto specifici su Leica, Zeiss e Contax a telemetro

Oggi come oggi in totale ho superato i 420 articoli pubblicati: punto ai 500….
tengo regolarmente a Modena (città dove vivo) e provincia diversi corsi specifici di fotografia, oltre ad un nutrito numero di proiezioni pubbliche.

Ho avuto tra le mani attrezzature di tutti i tipi, in quanto tutto quello che scrivo è sempre frutto di esperienza personale: tuttavia, al di là delle esperienze professionali, le mie due macchine preferite sono Leica M6 e Hasselblad SWC, ma ai tempi del WWF ho usato un esteso corredo Canon FD, e anche diverse Nikon, sia a telemetro che reflex. La mia macchina Zeiss preferita rimane la Contarex Special e successivamente la Contax RTS II.
Ho sempre prodotto principalmente diapositive, poi solo saltuariamente stampe colore e b/n, stampato privatamente.
A breve uscirà un libro sul sistema Contarex, frutto della collaborazione tra Marco Cavina e il sottoscritto, che ha la pretesa di essere la parola definitiva sul famoso sistema Zeiss Ikon.
I progetti sono tanti: sarei contento di realizzarne la metà!

Passiamo ora alla prima parte dell’interessante articolo sulla “Geografia delle fotocamere Zeiss”, nella seconda parte (visibile a questo link) viene presa in esame una nutrita serie di apparecchi venduti in Germania.

Buona lettura.

Le fotocamere Zeiss Ikon hanno conosciuto una diffusione mondiale, grazie all’amplissima offerta, alla costruzione tecnica, alle novità proposte e soprattutto hanno sfruttato la fama delle ottiche della CZJ, da sempre sinonimo di qualità. Possiamo ora ricostruire un viaggio immaginario grazie alle targhette dei negozi che, specie nel periodo tra le due guerre, venivano spesso applicate alle fotocamere sia in maniera elegante sul retro, con targhette in ottone decorato, o più discretamente all’interno, con decalcomanie spesso colorate. Si tratta di un viaggio fantastico che virtualmente comprende una moltitudine di modelli di fotocamere, rappresentative della variegata produzione Zeiss e tanti paesi, dall’Italia alla lontanissima Cina: il periodo di costruzione di questi apparecchi è uno dei più drammatici della storia dell’umanità, e sicuramente molte di queste macchine fotografiche hanno registrato immagini terribili, di bombardamenti, distruzioni, desolazione e sofferenze. Alcune città hanno anche cambiato nome e stato, altre sono state rase al suolo ma sono rinate sotto forma diversa. Alcuni stati citati sono stati invece risparmiati da queste sofferenze. Ci piace tuttavia anche immaginare tanta gente felice nel maneggiare questi apparecchi, in momenti di serenità o alla fine della Grande Bufera, quando fotografare, magari dopo anni passati in prigionia, era tornato un passatempo che sicuramente aiutava a dimenticare i terribili anni precedenti.

  • ITALIA

Per il mercato italiano i cataloghi e il materiale informativo venivano naturalmente stampati in lingua italiana: i cataloghi per l’Italia portavano in copertina, come in questi esempi della fine degli anni Venti, classiche vedute italiche, tra le quali Venezia faceva la parte del leone, con la Chiesa della Salute o con la Piazzetta S.Marco. Questo catalogo del 1928 riporta come rivenditore locale i Fratelli Grilli, produttori anche di cartoline della zona pugliese:

Fratelli Grilli
Acquaviva delle Fonti
Bari

Il secondo del 1929, riporta il rappresentante per l’Italia e Colonie situato in Corso Oporto, oggi Corso Matteotti:

M.Lichtenstein
Corso Oporto 30
Torino 113
Inoltre proprio per il mercato italiano negli anni Trenta la ZI propone la Box Tengor, nr cat. 51, macchina semplice ed economica appositamente creata per la gioventù di allora, che non a caso viene denominata Balilla, proprio come l’organizzazione fascista della Gioventù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • SVIZZERA

COCARETTE

Questa bellissima fotocamera folding era inizialmente costruita dalla Contessa Nettel di Stoccarda ma, assorbita nel 1926 nella Zeiss Ikon, venne rimarchiata. Il numero di matricola del Tessar nr821619 è del 1928, il che appunto conferma che si tratta di una cassa appartenente alla vecchia produzione riequipaggiata per il nuovo marchio, che appare in alto, impresso sulla pelle. Tra le numerose versioni di Cocarette questa Luxus nr 522/17, si distingue per avere uno stupendo rivestimento di pelle marrone, un formato pellicola 6,5x11cm, un Tessar 12cm f/4,5 e un otturatore Compur con tempi sino a 1/250 di sec. Il peso è di 910g. La Cocarette si distingue dalla famiglia Ikonta/S.Ikonta per avere il movimento del soffietto su rotaie ( e non a scatto) e l’apertura laterale per il film ad incastro. E’ stata acquistata, proprio di fronte al Lago, presso:

PHOTO DES NATIONS
ROBERT FEHLMANN
PLACE DU PORT
GENEVE


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • POLONIA

CONTAX I

Magnifica Contax primo modello, ma già fornita di tempi lunghi di otturazione, come del resto si nota dalla doppia ghiera frontale, di cui una serve per l’avanzamento e carica dell’otturatore, la seconda invece per selezionare il tempo di posa. E’ fornita del classico Sonnar 5cm f/2, chiaramente in versione nera. Le caratteristiche tecniche fanno datare questa macchina intorno al 1934. E’ stata venduta a Poznan, antichissima città originariamente tedesca con il nome di Posen, poi divenuta polacca dopo il 1918, da:

FOTO – GREGER
POZNAN


 

 

 

 

 

 

  • AUSTRIA

NETTAR 4,5×6

L’economica Nettar, nr 515, rappresenta la parente povera della Ikonta di pari formato: la costruzione meno accurata, come il tirante semplice e non a croce, la modesta ottica Nettar a 3 lenti, la limitata apertura massima da f/6,3 dell’ottica da 7,5cm e non ultimo il modesto otturatore Telma con 4 tempi di otturazione, ne fanno una macchina di grande diffusione proprio grazie al suo prezzo più accessibile. All’interno dell’apparecchio compare anche un adesivo di pubblicità della pellicola ZI Panchrom in bianco e nero. Questo modello è stato acquistato a Vienna, in una delle più note vie dello shopping viennese, nella metà degli anni Trenta presso:

Foto – Kino
Lehner – Fridthum
WIEN VI – GumpenDorfer strasse 81


 

 

 

 

 

  • SVEZIA

SUPER NETTEL I

La fotocamera 35mm folding Super Nettel è stata fabbricata in quattro versioni, che si differenziano per il tipo e la luminosità dell’obiettivo impiegato. L’otturatore a tendina metallica con costruzione a saracinesca è mutuato da quello Contax. Si tratta di un apparecchio dotato di telemetro accoppiato, scala dei tempi derivata da quella Contax e una costruzione tipicamente Zeiss. La versione illustrata con ottica Triotar f/3,5 è la meno comune e risale al 1935, per complessivi 530 pezzi circa. Solo una decina di esemplari è stata prodotta nel 1934. Questo esemplare, proveniente dalla Skania, nella Svezia meridionale, porta all’interno una targhetta adesiva che, dato lo stile, potrebbe anche identificare non un negozio ma il proprietario.

LASZLO J BOGARDY
V.Ronnehomsvagen 74 C
217 41 MALMO Sweden
Tel. 040 912930


 

 

 

 

 

 

  • FRANCIA

SIMPLEX 9x12cm

Fotocamera economica a lastre della fine degli anni Venti, nr 112/7, caratterizzata da un elegante frontale ArtDecò in bachelite con incisione ZI: ottica Nettar 13.5cm f/6,3 con 3 tempi d’otturazione forniti dall’otturatore Derval. L’ottica non possiede movimenti di decentramento e basculaggio. Venduta a Lione, nella via dedicata al Presidente francese, assassinato da un anarchico italiano nel 1894, porta questa scritta, in un cerchietto di 13mm di diametro:

Photo Optique
J.GAMBS
Av.President Carnot
LYON


 

 

 

 

 

  • EGITTO

SIMPLEX

Questa fotocamera economica per il formato 6x9cm, costruita in bachelite, risale alla fine degli anni Venti. Elegante e leggera, 550g, monta un modesto obiettivo Nettar Anastigmat 10,5cm f/6,3, composto da 3 lenti, e i tempi sono dati da un semplice otturatore Derval. E’ stata acquistata in Egitto, all’estremità settentrionale del Canale di Suez, presso:

N. BAROUK
PORTO SAID


 

 

 

 

 

 

  • GRAN BRETAGNA

MESS IKONTA

Si tratta di una versione economica della Super Ikonta, in quanto la messa a fuoco e il telemetro sono separati e non in un unico mirino. Il codice è 524/2, la costruzione della cassa in alluminio, mentre la combinazione ottica qui proposta è la più modesta delle tre disponibili, offrendo un Novar f/4,5. Si tratta di una macchina del dopoguerra, databile nella prima metà degli anni Cinquanta. Dalla colorata decalcomania interna si deduce che stata acquistata presso un negozio che possiede due filiali: una a Birmingham e l’altra nella conurbazione di Wolverhampton, non una vera città, ma un distretto metropolitano con status di City:

Cine – Equipments Ltd
Wolverhampton
Birmingham

 

 

 

 

 

 

 

IKOFLEX II

Questa biottica, classificata come nr 851/16, è una delle tante costruite dalla Zeiss Ikon tra gli anni Trenta e la metà dei Cinquanta: si caratterizza per la curiosa leva di messa a fuoco, invece della classica manopola e per la modesta ottica Triotar f/3,8, invece dei più noti Novar o Tessar. Dal numero di matricola dell’ottica è databile nel 1935 o appena posteriore, visto che le ottiche venivano accoppiate a queste macchine in funzione dei lotti disponibili, e non esiste un collegamento temporale diretto tra ottiche e apparecchi.
E’ stata venduta in una città inglese famosa per le imprese dello Sceriffo e del suo acerrimo nemico Robin Hood:

Photo Supplies Ltd
Photografic Dealers
7 Pelham Street
Phone 3445
NOTTINGHAM

Il negozio fotografico esiste ancora oggi allo stesso indirizzo, ma è stato acquistato da un gruppo col marchio di London Camera Exchange.


 

 

 

 

 

 

  • CINA

I prodotti per il mercato cinese venivano marcati con tre ideogrammi, che significano: Fabbricato in Germania, mentre talvolta si trova la scritta For China all’interno degli apparecchi. Addirittura per la Manciuria, stato creato ed occupato dal Giappone dopo gli anni Venti, esisteva un’incisione apposita con il nome Manchukuo. Qui mostriamo una classica Super Ikonta 530/16 della fine degli anni Trenta, con il tettuccio ancora piatto, equipaggiata con un formidabile Tessar f/2,8, e l’incisione posta sulla staffa portaflash; una macchina Bebè, nr 342/3, piccolo e compatto apparecchio a lastre 6,5x9cm, ripiegabile grazie ai tiranti, con mirino ottico, otturatore Compur ed ottica Tessar f/4,5, con scritta all’interno del porta lastre. Il numero di matricola dell’ottica, visibile sul fianco dell’otturatore, la data nel 1929, o appena dopo. Ed infine una Contax I del primo periodo produttivo (1932), senza tempi lunghi, che porta sul retro l’incisione degli ideogrammi, presenti del resto anche sull’ottica Sonnar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(testi e foto di Pierpaolo Ghisetti)

A Palazzo Incontro di Roma la mostra “Henri Cartier Bresson Immagini e parole”

Henri Cartier-Bresson Immagini e parole” è il titolo della mostra che sarà inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il prossimo giovedì 19 gennaio alle ore 18,00.

La mostra – promossa dalla Provincia di Roma nell’ambito del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura – è organizzata da Contrasto, Magnum Photos e Fondation Cartier-Bresson  in collaborazione con Civita e sarà visitabile fino al 6 maggio, presso Palazzo Incontro,  nel cuore della Capitale, in Via dei Prefetti 22.

Quarantaquattro fotografie tra le più suggestive del grande maestro della fotografia in bianco e nero, accompagnate dal commento – tra gli altri – di Aulenti, Balthus, Baricco, Cioran, Gombrich, Jarmusch, Kundera, Miller, Scianna, Sciascia, Steinberg e Varda.

In esposizione una selezione aggiornata con nuovi contributi rispetto al progetto nato qualche anno fa, quando un gruppo di amici ha pensato di festeggiare il compleanno di Henri Cartier-Bresson chiedendo a intellettuali, scrittori, critici, fotografi o anche  semplicemente grandi amici del maestro della fotografia, di scegliere e commentare ognuno la sua immagine preferita tra le tante, immortali, scattate da Cartier-Bresson.

Ne è nata una selezione di capolavori unici – forse le più incisive e celebri fotografie del grande autore francese – ognuna “chiosata” dalle parole affettuose e autorevoli di intellettuali e amici come Pierre Alechinsky, Ernst Gombrich, Leonardo Sciascia, Ferdinando Scianna e molti altri ancora.

La mostra, che è anche un volume a cura di Contrasto, offre una panoramica sintetica ma esaustiva dell’opera di Henri Cartier-Bresson, considerato il padre nobile del fotogiornalismo.

Uno sguardo, il suo, sempre puntuale e profondo, attento e originale, sul mondo, i protagonisti, gli avvenimenti principali così come i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita, “attimi decisivi” che lui – e solo lui – riusciva a cogliere con la sua macchina fotografica quando, come affermava, si riesce a “mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”.

Henri Cartier-Bresson. Immagini e Parole rappresenta un’occasione unica per contemplare e comprendere Cartier-Bresson e, grazie ai commenti, per approfondire i temi legati alla fotografia: il suo potere comunicativo, le sue peculiarità stilistiche, il suo ruolo.

fonte: Provincia di Roma