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Sensitometria in 10 capitoli — Capitolo 3 —

Sensitometria in 10 capitoli


CAPITOLO 3

 

Per riuscire a far coincidere la gamma di densità del negativo con l’ES della carta di stampa e studiare i meccanismi che stanno dietro le variazioni di contrasto e l’esposizione del negativo è necessario concentrarsi sull’analisi della curva caratteristica della pellicola.

Il filo del ragionamento diventerà un po’ più “tecnico” ma spero che tutto sia abbastanza comprensibile, anche con l’aiuto delle illustrazioni.

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Sensitometria in 10 capitoli — Capitolo 2 —

Sensitometria in 10 capitoli


CAPITOLO 2

Per capire come possiamo utilizzare praticamente le informazioni che ci offrono le curve caratteristiche è necessario porci una domanda fondamentale:
cos’è una fotografia?

COS’E UNA FOTOGRAFIA?
La risposta a questa domanda è abbastanza banale, una fotografia è un foglio di carta fotografica sulla quale è impressa l’immagine positiva in bianco e nero della scena che abbiamo fotografato. L’immagine fotografica viene vista nella sua forma stampata; le immagini incorniciate appese al muro, le foto attaccate in un album, le opere dei grandi fotografi in una mostra, sono tutte stampe fotografiche, e a nessuno, tranne forse qualche frequentatore di analogica.it, passa per la testa di invitare un amico a vedere la propria collezione di negativi.
La scena che si para di fronte ai nostri occhi e che viene catturata dall’obbiettivo trova la sua piena realizzazione sulla carta fotografica sotto forma di una stampa, mentre il negativo è solo uno step intermedio di questo percorso. Quindi è dalla carta fotografica che dobbiamo partire per analizzare il processo fotografico, dato che sono i limiti di questo materiale che definiranno i limiti delle nostre fotografie, passando prima però dal sistema di visione umano che è, in ultima istanza, il fruitore delle nostre immagini.

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Sensitometria in 10 capitoli — Capitolo 1 —

Sensitometria in 10 capitoli

 

CAPITOLO 1

 

La sensitometria è quella branca della fisica che si propone di studiare il comportamento dei materiali fotosensibili, con particolare riferimento alle emulsioni fotografiche. Le basi della sensitometria vengono poste dagli studi di Ferdinand Hurter e Vero Charles Driffield che permettono di stabilire una relazione quantificabile tra l’esposizione alla luce, lo sviluppo e l’annerimento del materiale fotosensibile attraverso la tracciatura di un grafico che riporta in ascisse il logaritmo dell’esposizione e in ordinata il logaritmo dell’opacità manifestatasi dopo lo sviluppo che prende il nome di curva caratteristica o, dal nome dei suoi inventori, curva Hurter-Driffield o curva H-D.

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